Deposito, Raggruppamento e Recupero

Deposito, raggruppamento e recupero

La Maio Guglielmo Srl gestisce una rete di impianti destinati al deposito, al raggruppamento preliminare, al trattamento di rifiuti liquidi pericolosi e non pericolosi prodotti da terzi; al recupero e messa in riserva di materiali non pericolosi.

Atessa (CH), in Val di Sangro
- un impianto per il deposito e il raggruppamento preliminare dei rifiuti liquidi pericolosi e non pericolosi prodotti da terzi, autorizzato dalla Regione Abruzzo con Autorizzazione A.I.A. n°72/108 del 21.11.2008 (scadenza 21.11.2014);

- un impianto automatico di lavaggio e sanificazione dei contenitori riciclabili in PP e PE;

- un impianto per il recupero di rifiuti non pericolosi e di altri materiali: carta, cartone, pellicole fotografiche, vetro e plastica.
L’attività di recupero consiste nel ricevimento del materiale presso l’area interna adibita a tale scopo e nella messa in riserva per la produzione di materie prime secondarie da inviare all’industria delle materie plastiche.

Recupero della plastica
Lo scopo del processo è la rigranulazione degli scarti in materiale plastico, in modo da ottenere una materia prima secondaria utilizzabile nell’industria delle materie plastiche.
Il ciclo si compone delle seguenti fasi:
- Triturazione
- Granulazione
- Imballaggio
La triturazione viene eseguita in un mulino a coltelli ad azionamento idraulico che riduce la pezzatura del materiale plastico di partenza a listelle di circa 8-10 cm.
Il triturato ottenuto, mediante un sistema di nastri trasportatori, arriva in alimentazione alla granulatrice.
La granulatrice, costituita da un mulino a coltelli con lame molto piccole, realizza la riduzione finale della pezzatura fino al livello desiderato (4-5 mm).
Il granulato ottenuto, mediante una tramoggia di scarico, viene immesso in sacchi e stoccato presso il magazzino prodotti finiti, in attesa della spedizione verso industrie per la produzione di manufatti in plastica.
Il prodotto è costituito da granulati plastici contenenti meno dell’1% di impurità e/o sostanze estranee, rispondenti alle specifiche UNIPLAST – UNI – 10667.
Tali prodotti vengono venduti ad aziende esterne, per l’utilizzo nel loro ciclo produttivo, per la produzione di manufatti in plastica.

Recupero del vetro
L’attività di recupero, consiste nel ricevimento del materiale, presso l’area adibita a tale scopo ed alla sua messa in riserva per le successive lavorazioni.
La provenienza del rifiuto da recuperare è quella della raccolta differenziata effettuata in ambito ospedaliero, di vetri provenienti dalle attività di prevenzione, diagnosi e cura medica, veterinaria e biologica nonché dalle attività di ricerca ad esse connesse, non provenienti da reparti infettivi e dai luoghi di pronto soccorso.
I rifiuti dovranno essere costituiti da contenitori in vetro di farmaci, di alimenti e di bevande, di soluzioni per infusione, privati di cannule e/o aghi ed accessori per la somministrazione, (con esclusione dei contenitori di soluzioni impiegate in terapie antiblastiche e/o contaminati da materiale biologico), non radioattivo ai sensi del D.Lgs. 230/95.
L’attività di recupero consiste nella raccolta dei rifiuti di vetro e nella messa in riserva, previa separazione da eventuali impurità e materiale non conforme, per la produzione di materie prime secondarie per l’industria vetraria.
Il rottame di vetro, a seconda della richiesta dell’industria vetraria, può essere ceduto tal quale o previa frantumazione mediante l’impiego di un mulino a coltelli, seguita o meno dalla macinazione ad opera di un altro mulino a coltelli per pezzature inferiori.
Il prodotto scaturente del processo è costituito da rottame di vetro, conforme alle specifiche dettate dall’industria vetraria di destinazione

Recupero pellicole e lastre radiografiche
L’attività consiste nel recupero dell’argento dalle lastre radiografiche.
Il ciclo si compone delle seguenti fasi:
triturazione
granulazione
estrazione chimica dell’argento
recupero elettrolitico dell’argento.

La fase di triturazione viene realizzata in un trituratore a coltelli ad azionamento idraulico che riduce la pezzatura del materiale a circa cm. 8-10.
Il triturato ottenuto, mediante un sistema di nastri trasportatori viene avviato ad un granulatore, avente un funzionamento a lame rotanti e controlame fisse in acciaio.
Il granulato ottenuto viene immerso all’interno di una soluzione in grado di solubilizzare l’argento contenuto.
Il granulato raccolto previa filtrazione viene avviato allo smaltimento in discarica autorizzata, mentre la soluzione di estrazione subisce un processo di elettrolisi con recupero dell’argento a mezzo di deposizione catodica.
I reflui costituiti dalla soluzione esausta di estrazione da cui è stato recuperato l’argento, vengono avviati ad un impianto di depurazione chimico/fisico in cui si eseguono in sequenza le operazioni di denitrificazione, correzione acidità, ossidazione chimica spinta per la riduzione del COD, filtrazione, passaggio su letto adsorbente e neutralizzazione finale. Tale processo precede lo scarico finale in pubblica fognatura consortile nel pieno rispetto dei limiti di accettabilità previsti dalla legge.

Caratteristiche del prodotto ottenuto
Il processo realizza il recupero di argento metallico a titolo 980 per mille o 999 per mille sottoforma di lingotti o graniglia che viene venduto ai banchi metalli preziosi o a fabbriche di argenteria per la trasformazione in oggettistica in argento.

Carsoli (AQ), in Località Recocce
L’impianto di Carsoli, in posizione strategica rispetto al flusso di attività aziendali, è destinato, con autorizzazione della Regione Abruzzo (Ordinanza n° 42 del 14.03.2001), al deposito preliminare dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi.

Gubbio (PG), in Località Padule
L’impianto di Gubbio, di recente acquisizione, è destinato al deposito preliminare e trattamento dei rifiuti speciali pericolosi e speciali non pericolosi, con autorizzazione della Regione Umbria (Determinazione n° 011824 del 25.11.2010 – riattivazione A.I.A. D.D. regionale n° 6016 del 10.07.2008).